Corte di Cassazione: favoreggiamento personale, la causa di non punibilità di cui all’art. 384 c.p. è applicabile anche ai rapporti di convivenza “more uxorio”

La Corte di Cassazione, Sezione VI, con la sentenza n° 11476 del 14 marzo 2019, si è pronunciata sull’applicabilità o meno della causa di non punibilità prevista dall’art. 384 c.p. ai rapporti di convivenza “more uxorio”, in particolare dopo l’entrata in vigore della c.d. Legge Cirinnà.

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Corte di Cassazione: reati tributari, le presunzioni legali previste dal diritto tributario non costituiscono fonti di prova

La Sezione III della Corte di Cassazione, con la sentenza del 18 febbraio 2019, n.7243, è stata chiamata a pronunciarsi in merito al valore da attribuire alle presunzioni legali previste dal diritto tributario ai fini della prova dei reati fiscali previsti dal D.Lgs. 74/2000.

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Corte di Cassazione: truffa online, l'aggravante della minorata difesa sussiste solo se l'autore del reato ha tratto specifici vantaggi dall'uso della rete

La Sezione II della Corte di Cassazione, con la sentenza n° 4005 del 6 settembre 2018, è tornata ad occuparsi del reato di truffa consumato attraverso la vendita di prodotti online ed, in particolare, sulla sussistenza dell’aggravante comune dell’aver approfittato della minorata difesa della vittima, ex art. 61 n. 5) c.p.

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Corte di Cassazione: violazione degli obblighi di assistenza familiare, niente reato per l’omesso versamento del mantenimento ai figli maggiorenni non inabili al lavoro

La Corte di Cassazione, Sezione VI, con la sentenza n° 1342 dell’11 gennaio 2019, ha affermato il principio di diritto in base al quale non integra il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare, ex art. 570 co. II, n. 2 c.p., il mancato versamento delle somme ai figli maggiorenni non inabili al lavoro anche se studenti.

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Corte di Cassazione: diffamazione, l'amministratore di un sito internet non è responsabile ai sensi dell'art. 57 c.p.

La Corte di Cassazione, Sezione V, con la sentenza n° 1275 dell’11 gennaio 2019 in tema di reato di diffamazione, afferma che l’amministratore di un sito internet non è responsabile ai sensi dell’art. 57 c.p., in quanto tale norma è applicabile alle sole testate giornalistiche telematiche e non anche ai diversi mezzi informatici di manifestazione del pensiero (quali forum, blog, newsletter, newsgroup, mailing list o facebook).

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Corte di Cassazione: Facebook, reato accedere contro volontà del titolare di credenziali

Con la sentenza n° 2905 del 22 gennaio 2019, la Corte di Cassazione, Sezione V, si è pronunciata in tema di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, previsto e punito dall’art. 615 ter c.p.

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Corte di Cassazione: diffamazione e diritto di cronaca, precisati i requisiti caratterizzanti l’esimente

La Corte di Cassazione, Sezione V, con la sentenza n° 2092 del 17 gennaio 2019, si è pronunciata in tema di rapporto tra reato di diffamazione ed esimenti del diritto di critica e di cronaca, in riferimento ai requisiti caratterizzanti il necessario bilanciamento dei valori in conflitto, individuandoli, nella continenza del linguaggio, nella verità del fatto narrato e nell'interesse sociale.

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Corte di Cassazione: omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali, responsabile il legale rappresentante della società quando è nato il debito, anche se nel frattempo non più in carica

La III Sezione della Corte di Cassazione, con la sentenza n° 1511 del 14 gennaio 2019, si è pronunciata in merito all’individuazione del soggetto responsabile del reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali, nel caso di successione di legali rappresentanti.

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Corte di Cassazione: appropriazione indebita, il principio della compensazione con credito preesistente opera solo se si tratti di crediti certi, liquidi ed esigibili

La Corte di Cassazione, Sezione II, con la sentenza n° 12847 dell’8 marzo 2018, ha affermato il principio di diritto in base al quale, in tema di appropriazione indebita, non opera il principio della compensazione con credito preesistente, allorché si tratti di crediti non certi, né liquidi ed esigibili.

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Corte di Cassazione: truffa contrattuale, anche con il mero silenzio sussiste il reato

La II Sezione della Corte di Cassazione, con la sentenza n° 44228 del 4 ottobre 2018, si è pronunciata in materia truffa contrattuale ed, in particolare, sul valore da attribuire al mero silenzio ai fini della configurabilità del reato ex art. 640 c.p.

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